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UN FILM CHE FA RIFLETTERE…A MANO DISARMATA!

Le classi dell’I.I.S. Marconi si sono recate, come di consuetudine, presso il Cinema di Tortona per la prima Assemblea d’Istituto. I Film scelti  hanno affrontato temi di drammatica attualità.

Giovedì 17 ottobre le classi del triennio dell’I.I.S. Marconi, e il giorno precedente le classi del biennio, si sono recate presso il Cinema di Tortona per la prima “Assemblea d’Istituto” dell’anno scolastico.

Come d’abitudine, la mattinata è stata suddivisa in due momenti principali: la prima relativa a discussioni e interventi di studenti e/o esperti, la seconda con la visione di una pellicola cinematografica.

Durante la prima parte sono state presentate le liste candidate come Rappresentanti d’istituto o relative alla Consulta provinciale; seguono due interventi molto significativi riguardanti la raccolta differenziata, elaborata da studenti dell’istituto stesso, e la possibilità di intraprendere un corso come arbitri di calcio.

Per quanto riguarda il film proposto, il biennio ha assistito alla pellicola “Green Book” di Peter Farrelly mentre il triennio alla pellicola “A mano disarmata” di Claudio Bonivento.

La nostra scelta di presentare la recensione cade proprio su quest’ultima pellicola per l’attualità e il drammatico racconto di chi prova a ribellarsi all’illegalità diffusa. Il film   narra la storia vera di Federica Angeli, nota giornalista ostiense.

Federica Angeli nasce e cresce ad Ostia e, fin da piccola, mira a diventare una giornalista di successo in grado di difendere i più deboli e combattere le ingiustizie.

Dopo un piccolo flashforward iniziale, in cui il regista anticipa scene future, la vicenda inizia con la giornalista che, dopo una classica mattina da suddividere tra figli, marito e lavoro, nota un malvivente che ricatta un’anziana commerciante, chiedendole dei soldi.

Federica Angeli, in preda al sentimento di rivalsa per le ingiustizie nei confronti dei commercianti della città, apre un’inchiesta contro le bande mafiose della zona, in particolare del “Boss Malavitoso”.

Vittima di ricatti e soprusi destinati a lei e alla sua famiglia, in particolare ai figli, la giornalista è costretta ad accettare la scorta dei carabinieri, composta da due ufficiali che la sorvegliano e difendono ogni giorno.

Federica Angeli, dopo molti sforzi e sacrifici, riesce, grazie anche al coraggio di alcuni assessori comunali e commercianti, ad incastrare la quasi totalità del clan mafioso della città, divenendo un vero e proprio simbolo della legalità e dell’antimafia.

L’opinione degli studenti, così come la mia, è stata veramente ottima; i film italiani, aventi come trama la lotta alla mafia e la legalità, tendono ad essere più “veri” e vissuti rispetto ad altri, questo perché il tema della mafia lo sentiamo come “nostro” e un male veramente difficile, ma allo stesso fondamentale, da abbattere.

Positivo inoltre il giudizio sul cast ricco di grandi attori e, prima di tutto, di persone che hanno compreso il tema trattato entrando in punta di piedi nel ruolo.

 

Luigi Grillo, 5 AR

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